La via Flaminia rappresentava nell'antichità l'asse viario di fondamentale importanza per i collegamenti tra Roma e l'Italia settentrionale e in seguito verso l'Europa centro-orientale. La strada è stata aperta da Gaio Flaminio attorno al 220 a.c., risaliva la vallata del Tevere fino agli Appennini e attraverso il favorevole passo della Scheggia (m. 632) discendeva sul versante Adriatico lungo la valle del Metauro fino a Fanum Fortunae (Fano), da qui proseguiva per Pisaurum (Pesaro) e giungeva ad Ariminum (Rimini) con un percorso verso la costa. La strada fu restaurata ed ampliata durante il governo degli imperatori da Augusto a Adriano. Nel Medioevo veniva chiamata via Ravennana IL PERCORSO La strada iniziava il suo itinerario dalle Mura serviane assieme alla Via Cassia attraverso la Porta Fontinalis che si trovava nei pressi del Campidoglio e poi proseguiva verso Ponte Milvio. Da qui risaliva la valle del Tevere attraversando l'Umbria, a Narnia (Narni) si divideva in due diverticula il primo passava per Carsulae (Acquasparta), Massa Martana, Mevania (Bevagna) e Forum Flaminii (nei pressi di Foligno), il secondo diverticulum passava per Interamna Nahars (Terni), Spoletium (Spoleto) per poi ricongiungersi al primo a Foligno. Passava poi per Nuceria (Nocera Umbra), Tadinum (Gualdo Tadino), Helvillum (Fossato di Vico), attraversava gli Appennini grazie passo della Scheggia (m. 632) e alla galleria del Forulum (Furlo).

Discendeva poi sul versante Adriatico lungo la valle del Metauro passando per Luceolis (Cantiano), il vicus Cale (Cagli), la mutatio ad Intercisa, Forum Sempronii (Fossombrone), la mutatio ad Octavo (presso Calcinelli) fino a Fanum Fortunae (Fano). Da qui proseguiva per Pisaurum (l'odierna Pesaro) e in seguito nel 187 a.C. fu prolungata fino ad Ariminum (Rimini). Di notevole importanza dal punto di vista tecnico è la Galleria del Furlo, fatta scavare nel 76 d.C. dall'imperatore Vespasiano nella omonima gola del Furlo, ed il ponte d'Augusto presso Narni. Con la costruzione delle Mura Aureliane diede nome alla Porta Flaminia, poi Porta del Popolo. Il tratto urbano prese quindi il nome di Via Lata prima e Via del Corso poi.